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Glossario dei termini
Camera mortuaria
Si tratta del luogo ospedaliero o cimiteriale dove vengono collocate le salme dei defunti, ossia una stanza dove viene accolta la salma subito dopo il decesso.
Questo é il luogo dove la salma rimane in osservazione e dove il medico necroscopo potrà effettuare vari test per stabilirne la morte e le cause.
La camera mortuaria costituisce un luogo di passaggio tra il decesso e il trasferimento del defunto presso l’abitazione o la casa funeraria. È qui che il corpo viene preparato
per una eventuale esposizione.
Non é da confondersi con la camera ardente, che é invece il luogo allestito appositamente per l’esposizione della salma.
Non si deve inoltre confondere la camera mortuaria con l’obitorio, perché l'obitorio viene utilizzato per contenere cadaveri di defunti prima che sia avvenuta la loro identificazione
ed eventualmente prima che venga effettuata l’autopsia, mentre in una camera mortuaria l'identità del defunto è già nota.
Catacombe
Si tratta di antichi cimiteri sotterranei scavati nelle rocce e a più livelli sovrapposti, con profondità che arrivano fino a 30 metri. Le catacombe sono presenti in molte località italiane, ma
risultano particolarmente numerose a Roma, dove le caratteristiche geologiche del sottosuolo si prestava allo scavo di ipogei e gallerie. Le catacombe di maggiore interesse sono quelle cristiane,
costituite da una vasta rete di gallerie intersecanti, che si estendeva per una lunghezza anche di svariati chilometri al disotto delle vie consolari fuori della città di Roma.
Ai lati delle gallerie di questi complessi cimiteriali cristiani si aprivano ambienti più ampi che potevano contenere la tomba di un martire oppure erano destinati a funzioni liturgiche.
In alcuni casi si trattava di vere e proprie basiliche ipogee, come la cappella greca nelle catacombe di Priscilla o la Cripta dei papi nelle catacombe di Callisto.
Per quanto fossero provviste di pozzi di areazione, le catacombe avevano un'area respirabile per un certo numero di ore, dopodiché diventavano tossiche: nelle catacombe si inumavano i corpi che,
per quanto sigillati con la malta, provocavano con i loro gas delle crepe con relativi miasmi.
Cappella
Edificio religioso, solitamente dotato di altare, dedicato al culto oppure alla sepoltura e alla memoria di un defunto.
Questa piccola costruzione può essere annessa a una chiesa, a un cimitero, ad un palazzo, a un castello oppure a una villa. La cappella può essere sia incorporata all'edificio di cui fa parte,
oppure del tutto isolata.
Le cappelle situate all'interno di una chiesa si aprono solitamente dalle navate laterali e sono provviste di un proprio altare e dedicate al culto di un particolare santo.
Una bellissima cappella rinascimentale con antistante portico é la cappella dei Pazzi a Firenze, costruita da Filippo Brunelleschi. Si trova all'interno del primo chiostro
della basilica di Santa Croce a Firenze, ed era la cappella commemorativa privata della famiglia Pazzi.
Cripta
Questo termine (dal latino crypta: nascosto) indica uno spazio in pietra situato solitamente sotto il pavimento di una chiesa, utilizzato
come cappella o come luogo per conservare le spoglie o le reliquie dei martiri oppure i resti umani di alte cariche del clero.
In contrasto alle catacombe che sono estese reti sotterranee di camere sepolcrali, le cripte sono tipicamente a camere singole, sebbene possano essere di grandi dimensioni e in alcuni casi
possono essere vere e proprie gallerie.
Molto comuni nell'alto medioevo, dopo il X secolo la necessità del loro uso cominciò a venir meno, quando le autorità ecclesiastiche permisero di tenere le reliquie al livello
principale delle chiese. Le cripte furono costruite raramente nel periodo gotico.
Nel periodo più recente le cripte appaiono anche sui terreni dei cimiteri, per conservare le spoglie dei defunti, oppure in antiche proprietà private: le famiglie nobili
o agiate hanno spesso una cripta di famiglia dove sono seppelliti i propri membri.
Feretro
Si parla di feretro per indicare una bara o una cassa da morto chiusa, contenente al suo interno il corpo del defunto.
La bara o la cassa da morto deve essere chiusa per poter essere trasportata ad esempio dalla camera ardente al luogo del rito
funebre e successivamente al cimitero oppure al forno crematorio.
Fine vita
Con questo termine si intende solitamente il periodo che caratterizza l'esperienza di malattia di un paziente nel quale le aspettative di vita sono ridotte
per effetto di una patologia inguaribile e progressiva.
Il fine vita é una materia delicata e complicata, non solo in ambito medico, ma anche in quello umano e sociale. Da precisare che questo termine non é sinonimo di eutanasia
o di suicidio assistito, pratiche che, pur condividendo il contesto temporale di fine vita, prevedono invece l’azione intenzionale e consapevole di porre fine alla
propria esistenza mediante la somministrazione di dosi letali di farmaci da parte di una figura terza (eutanasia) o direttamente da parte del malato che viene appunto assistito
da un medico o da altra figura (suicidio assistito). In questi casi la responsabilità morale è della persona direttamente coinvolta, ed è legata alla propria visione della vita e della morte.
In senso generale, il concetto di fine vita ruota attorno all’assistenza e al sostegno forniti a pazienti terminali o gravemente malati (pazienti prossimi alla fine della vita)
per garantire loro una morte dignitosa e confortevole.
Inumazione
Con questo termine si intende la sepoltura della salma, posta all’interno della sola bara di legno,
in una fossa profonda due metri scavata nella terra in modo da decomporsi nel corso degli anni.
La fossa viene scavata in appezzamenti di terreno già predefiniti all’interno del campo comune del cimitero, a distanza di almeno 50 centimetri da un'altra tomba.
Poiché occorrono 6 mesi affinché il terreno si assesti e si ricompatti, durante questo periodo la fossa é ricoperta solo da terra: gli addetti cimiteriali si occuperanno di ripristinare
avvallamenti e cedimenti del terreno, oltre a collocare il cippo funerario e una croce in legno nel luogo della sepoltura. Trascorsi sei mesi, i familiari possono provvedere a collocare
sull’area della sepoltura il copritomba, il cippo marmoreo o il monumento funebre per ricordare il defunto.
Secondo la normativa italiana, devono trascorrere almeno 10 anni dalla data del seppellimento prima di poter procedere alla
esumazione del feretro. La fossa, una volta liberata dai resti del feretro, viene utilizzata
per una nuova inumazione.
Questo tipo di sepoltura è solitamente considerato un ritorno alla natura e rappresenta il metodo più rapido di
mineralizzazione della salma, ossia il processo di trasformazione
delle materie organiche in sali minerali e quindi del cadavere in ossa.
Martyrium
Si tratta di una chiesa sorta sopra la tomba di un martire o sul luogo in cui era avvenuta la sua morte, costruita con il doppio intento memoriale e cultuale: non solo la costruzione esaltava la tomba del martire, ma era dedicata al suo culto.
Necropoli
In archeologia la necropoli (dal greco nekros, morto e polis, città) indica un agglomerato di tombe, disposte spesso in modo disordinato ma talvolta integrate
in un complesso di tipo urbanistico.
Il termine, corrispettivo del moderno cimitero, viene generalmente utilizzato per indicare i luoghi di sepoltura vicini ai centri antichi.
Obitorio
Si tratta di un edificio o di una stanza, utilizzato per contenere temporaneamente i cadaveri di persone non identificate, in attesa di riconoscimento, e le salme in attesa di essere sottoposte ad autopsia. In questa struttura i cadaveri vengono adeguatamente refrigerati all'interno di apposite celle frigorifere allo scopo di impedire la decomposizione dei corpi.
Psicopompo
Nella religione greca, appellativo di divinità, soprattutto di Ermes (anche di Caronte e di Apollo), con la funzione di guidare le anime dei trapassati verso il regno
dei morti.
Lo psicopompo (parola composta da psyché ossia «anima» e pompós ossia «colui che manda») é solitamente una figura che non giudica gli uomini ma
si limita a traghettarli nell'aldilà, impedendogli così di vagare senza meta nel mondo dei vivi.
Q.M.P.
Si tratta di una epigrafe utilizzata nelle lapidi funerarie o commemorative, ed é l'abbreviazione delle parole Questa Memoria Pose (o Posero).
Reliquia
In senso religioso si intendono i resti corporali, oggetti d’uso, prodotti o tracce di personaggi d’importanza religiosa o attribuiti a essi,
custoditi in luoghi sacri e venerati come santi. Nella tradizione cristiana si intendono i resti mortali del corpo (o il sangue custodito in ampolle) dei martiri della fede, gli strumenti
del loro martirio e quelli della passione di Gesù.
In senso figurativo si intende con questo termine qualsiasi oggetto che si conserva e si venera come un sacro ricordo perché costituisce una testimonianza storica.
Resti mortali
Il termine resti mortali si riferisce alle parti del corpo umano che rimangono dopo la morte, a seguito di un processo incompleto di scheletrizzazione del cadavere,
decorso l’ordinario periodo di inumazione (10 anni) o di tumulazione (stagna 20 anni, areata 10 anni). Questi possono includere ossa, denti, frammenti di tessuti connettivi e altri elementi
che persistono dopo il processo di decomposizione.
Sono quindi gli esiti dei fenomeni cadaverici trasformativi conservativi risultanti dalla incompleta
mineralizzazione di un cadavere per effetto di mummificazione, saponificazione o corificazione.
Ciò che rimane del corpo dopo la morte e può essere oggetto di riesumazione, autopsie o altre
procedure diagnostiche o legali.
Salma
La salma è il corpo inanimato di una persona prima dell’accertamento della morte da parte del medico necroscopo.
Il cadavere è un corpo umano privo delle funzioni vitali di cui é stata accertata la morte. Si tratta di una distizione importante a fini legislativi, poiché si applicano procedure
diverse inerenti il trasporto di un defunto a seconda che sia salma o cadavere.
Tafofobia
Si tratta di una fobia collegata alla morte, e consiste nella paura ossessiva di essere accidentalmente sepolti vivi a causa di una errata constatazione di decesso, come nel
caso di morte apparente.
La paura di risvegliarsi in una bara sotto due metri di terra dopo essere stati erronamente dichiarati morti, si ritrova più comunemente in persone anziane che, nella loro giovinezza,
sono rimaste colpite da racconti ispirati a questo macabro evento.
Tumulazione
I tre principali tipi di sepoltura sono: inumazione, tumulazione e cremazione.
Con il termine tumulazione si intende la sepoltura in un loculo murato di un defunto posto una bara di legno avente al suo interno una contro-cassa metallica di zinco
ermeticamente sigillata.
Il loculo é un manufatto di muratura posto fuori terra, una nicchia con dimensioni limitate spesso ricavata nello spessore di un muro, e che può ospitare sia la bara che le ceneri del
defunto. Può trattarsi di un loculo comunale situato in un colombario, di un loculo posto all’interno di una
cappella gentilizia oppure di un tombino interrato (loculo sotto terra).
Tumulare i resti in un loculo significa quindi seppellire la bara, l’urna cineraria o la cassetta con le ossa in uno spazio in muratura che può essere situato sia fuori terra,
come nel caso di un colombario, oppure sotto terra, come nel caso di una tomba di famiglia ipogea.
Ogni singolo Comune adotta un proprio Regolamento di polizia mortuaria che disciplina
la durata della concessione di questo spazio.
Veglia funebre
La veglia funebre è una riunione o celebrazione tradizionale durante la quale i parenti e gli amici del defunto si riuniscono nelle ore che seguono la sua morte e prima che il corpo sia chiuso nella bara per la celebrazione delle esequie. La stanza dove viene esposta la persona defunta per l'ultimo saluto prende il nome di camera ardente.
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