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I fenomeni cadaverici
Le modificazioni organiche cui va incontro l’organismo a seguito della morte, sono denominati, nel loro insieme «fenomeni cadaverici», e si distinguono in fenomeni abiotici e fenomeni trasformativi.
I fenomeni abiotici
I fenomeni abiotici sono dovuti alla cessazione delle attività vitali e riguardano:
Il calo della temperatura corporea (algor mortis) dovuto alla mancanza di circolazione sanguigna, può essere notevolmente influenzato dalla temperatura e dalla ventilazione ambientali, dalla temperatura corporea al momento del decesso, dalla quantità di adipe, ecc. La comparsa di ipostasi comincia in genere 2-3 ore dopo la morte.
La comparsa di ipostasi (livor mortis) comincia in genere 2-3 ore dopo la morte, e consiste nella decolorazione del cadavere dovuta alla stasi del sangue che, non più pompato dal cuore,
si deposita nelle zone più basse del corpo a causa della forza gravitazionale.
L'utilità del livor mortis è rilevante, in quanto, i cambiamenti di colore della pelle, associati al raggruppamento del sangue, sono un’entità fissa e anche a seguito di un
trasferimento del cadavere le indicazioni della sua posizione originale rimangono tali.
La rigidità muscolare del cadavere (rigor mortis) si manifesta dapprima a carico dei muscoli del capo e del collo (dopo 2-6 ore), poi tende a generalizzarsi, per lo più con andamento discendente. I primi muscoli visibilmente colpiti dal rigor mortis sono i muscoli palpebrali, facciali e mascellari, ossia quelli più piccoli, rispetto ai muscoli delle braccia, delle gambe e del tronco.
I fenomeni trasformativi
I fenomeni trasformativi del cadavere, sono anch’essi influenzati da fattori ambientali (temperatura, umidità, luogo di sepoltura ecc.) e possono subire significative variazioni
in relazione allo stato di salute del soggetto e all’età.
Tra questi figurano i processi di autolisi, già in atto 24 ore dopo il decesso, dovuti alle sole attività enzimatiche cellulari, e quindi in assenza di microorganismi, e la
putrefazione, ossia l’insieme dei processi di decomposizione dell'organismo.
I fenomeni trasformativi determinano trasformazioni significative nel cadavere e tra questi:
la macerazione: evidente 1-2 settimane dopo la morte, si verifica quando i tessuti si imbibiscono d'acqua, ossia si impregnano di un liquido. Nelle prime ore la cute assume un colorito biancastro e si formano grinze molto evidenti. Se la permanenza si prolunga nel tempo si può verificare anche il distacco dell’epidermide;
la mummificazione: si tratta di una rapida disidratazione dei tessuti che si verifica in ambienti caldi, secchi e ventilati, e che porta all’arresto dei normali processi putrefattivi, bloccando quindi l’azione delle larve.
Il processo si completa solitamente dopo oltre un anno dalla morte, e porta alla formazione naturale di mummie: il cadavere assume un colore brunastro, con la pelle dalla consistenza del cuoio, aderente alle ossa;la saponificazione: si compie non prima di 12 mesi e si verifica quando il cadavere permane a lungo in acqua o in terreni molto umidi con scarsa ventilazione. Si tratta di un processo che trasforma il tessuto adiposo in una sostanza cerosa chiamata adipocera. Si forma un vero e proprio involucro bianco-grigiastro che mantiene l’aspetto esterno del cadavere e permette una discreta protezione degli organi interni;
la corificazione: tende a verificarsi dopo 1-2 anni nei cadaveri conservati in casse metalliche, ad esempio quelle di zinco o piombo ermeticamente chiuse, e la cute assume un colorito giallastro.
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