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Il culto dei morti

Cos'è il culto dei morti?

La finitezza della vita é una delle poche certezze dell’essere umano e la consapevolezza di dover morire ci distingue da tutti gli altri animali. Tuttavia, pur essendo consapevole della morte, l’uomo in qualche modo la nega con le sue credenze nell'aldilà: la morte è infatti l'avvenimento da cui traggono origine e fondamento la maggior parte dei miti, dei riti e sopratutto delle religioni.

Il culto dei morti consiste nella venerazione rivolta ai defunti in generale; venerazione che viene manifestata attraverso riti funebri, mediante la costruzione di aree appositamente dedicate ai morti come i cimiteri, nel modo in cui si conserva la memoria dei defunti e nella elaborazione di credenze relative al destino dell'anima e all'esistenza di luoghi riservati alla dimora dei trapassati.

Il culto dei defunti da un lato costituisce un modo per placare la paura della morte e dall’altro risponde al tentativo di dare una risposta ad alcune domande escatologiche: cos'è la morte? la fine della vita? l'inizio di una vita ultraterrena? Un passaggio da attraversare? perché seppelliamo i nostri cari? nessun altro essere vivente lo fa.

La modalità con cui si esprime il culto dei defunti dipende da ciò che si ritiene possa accadere dopo la morte.
C'è chi crede nella resurrezione dei corpi con premio per i buoni e castigo per i malvagi.
C'è chi crede nell'immortalità dell'anima e nella prosecuzione della vita nell'aldilà.
C'è chi crede nell'assorbimento dell'individuo nello spirito universale.
C'è chi crede che quando una persona muore lo spirito si separi dal corpo, ma essa continui a vivere esattamente com'era prima.
C'è chi crede nella catarsi dopo la morte terrena.
C'è chi crede nell'esistenza degli spiriti e chi è certo di sentirli e di comunicare con loro.

Il regno dei morti inoltre viene descritto secondo la peculiare immaginazione e gli schemi di riferimento della società che li attua. Così per alcune é un vero e proprio luogo fisico, al quale potervi persino accedere da alcuni luoghi impervi, per altre viene immaginato ai confini del mondo, ma più spesso sottoterra o da qualche parte nell’universo. Alcuni riferiscono di esperienze di pre-morte, di incontri con i fantasmi e di apparenti comunicazioni con chi non c’é più, i quali forniscono descrizioni del mondo ultraterreno.
Nelle collettività dove vi é l’idea di una vita oltre alla morte, si celebrano feste che onorano le anime dei defunti come se fossero vive in un altro luogo. La linea di separazione tra fede e superstizione spesso é sottile, e i morti vengono visti come entità spirituali a cui potersi rivolgere per chiedere grazie, intercessioni ed altri favori.

Il culto dei morti si manifesta solitamente con celebrazioni che, pur variando nei dettagli rituali, nella durata e nel periodo dell’anno, costituiscono un fenomeno diffuso in tutte le parti del mondo.
Presso le popolazioni primitive o antiche, il culto dei morti, in un determinato giorno o periodo dell’anno, vedeva i vivi impegnati in celebrazioni e commemorazioni festive a cui partecipavano i defunti, i quali tornavano tra i viventi per una loro insopprimibile nostalgia della vita. I defunti venivano quindi ospitati dai vivi con offerta di banchetti a cui partecipavano, abiti ed altri oggetti, assistevano ai riti e alla fine della festa venivano invitati a lasciare nuovamente il mondo dei vivi.
La visita dei defunti era talvolta preceduta da una sorta di invito o evocazione e da una opportuna preparazione dei vivi (pulizia delle case e delle strade, digiuno, astinenza); poteva svolgersi nelle abitazioni dove i morti avevano trascorso la vita o in luoghi pubblici della comunità oppure presso le tombe. Nella fase conclusiva, si effettuavano riti purificatori volti a ristabilire l’ordine delle cose: una netta separazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Alcune tematiche sopravvivono ancora nelle credenze e usanze popolari europee attuali, raggruppate intorno alla festa cattolica della commemorazione dei defunti il 2 novembre.
In Italia il culto dei morti in Italia è una tradizione radicata che unisce fede cattolica e folklore regionale. Molto diffusa è la preparazione di dolci dedicati, come i cosiddetti dolci dei morti.

Non si deve confondere il culto dei morti con il culto degli antenati, in quanto si tratta di due tipi di venerazione concettualmente diversi.


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