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Cos’è il culto dei antenati?


Per culto degli antenati si intende l’insieme di pratiche e dottrine religiose basate sulla credenza che i membri defunti di una famiglia, di un gruppo o di un clan veglino sulle vite dei propri discendenti e che siano quindi in grado di influire positivamente o negativamente sulle loro sorti, a seconda di come vengono venerati.
In questa relazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti, l’antenato viene quasi elevato al rango di divinità, una figura sovrannaturale che continua a vivere nella memoria collettiva e nella stirpe da lui generata.
Si tratta di una visione che in qualche modo costituisce la soluzione del problema dell’immortalità: il vivente ha il desiderio di esistere senza fine, ma la morte però è inevitabile. Allora il vivente si eternizza procreando: anche da defunto la sua esistenza continua attraverso la discendenza, che ne costituisce il corpo manifesto.
E’ nell’esistenza dei vivi che si prolunga la vita trasmessa dagli antenati.

Il culto degli antenati é una forma di religiosità comune a moltissime culture, anche se presente in modo più radicato nella religione tradizionale cinese e in numerose società dell’Africa subsahariana.
Si tratta di una forma di venerazione che consiste sostanzialmente in preghiere e offerte rivolte agli spiriti dei parenti defunti, ritenuti in grado di intercedere tra il mondo dei vivi ed il Creatore. Poiché vi è la credenza che gli antenati defunti non siano in realtà scomparsi ma solo trasformati, e che la loro presenza può essere percepita, rievocata e celebrata, di conseguenza é possibile per i discendenti placarli e guadagnarsi il loro favore pregandoli, dando loro dei doni e facendo delle offerte.
I riti caratteristici del culto degli antenati comprendono devozioni personali e pratiche domestiche, che si aggiungono ai consueti riti periodici nell’anniversario della morte e ai riti annuali rivolti alla collettività degli antenati.

Occorre distinguere il culto degli antenati dal generico culto dei morti, presente in religioni tipologicamente diverse. Il culto degli antenati non prevede riti per i morti che non abbiano una particolare relazione con il gruppo parentale, e non prevede credenze relative ai defunti in generale se privi di una qualche relazione specifica con la parentela.
Inoltre i neonati defunti, i nati morti e gli aborti sono in genere distinti concettualmente dagli antenati. Nella maggior parte dei casi a questi morti eccezionali vengono dedicati riti funerari o commemorativi piuttosto modesti. Lo stesso nel caso dei defunti durante la giovinezza, prima del matrimonio, il cui destino è considerato particolarmente deplorevole e talvolta fonte di possibile danno per i sopravvissuti.

Una tradizione relativa al culto degli antenati, in uso anche in Italia, é quella di dare ai discendenti il nome di un antenato in rispetto ed in ricordo di questi, ma anche con la speranza che il nome potesse trasmettere le qualità migliori e la forza spirituale dell’antenato al nascituro.


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