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Cosa è l’anima?
Nel suo significato più generico, l’anima è il principio vitale dell’uomo, di cui costituisce la parte immateriale, che è origine e centro del pensiero. Secondo il dualismo fra anima e corpo della tradizione occidentale fino alla modernità, all’anima concerne la metafisica e la religione, mentre al corpo la fisica.
Differenza tra anima e spirito
Anche se i termini anima e spirito vengono spesso usati come sinonimi, l’anima rappresenta il principio vitale dell’essere umano e svolge funzioni vitali e
razionali, mentre lo spirito rappresenta la dimensione trascendente dell’uomo, legata alla dimensione divina e alla conoscenza di Dio.
Nella visione tripartita, che concepisce l’uomo come composto non di soli corpo e anima, ma bensì da tre parti: corpo (soma), anima (psyche) e spirito (pneuma), l’anima svolge una funzione
intermediaria tra spirito e corpo. Lo spirito è ciò che dà la vita all’anima, il soffio di vita che, quando lascia il corpo, fa che l’uomo muoia.
Nella tradizione cristiana l’anima rappresenta la parte immateriale e immortale dell’uomo, mentre lo spirito rappresenta la dimensione divina e trascendente.
Differenza tra anima e psiche
Anche se le parole anima e psiche sono utilizzate come sinonimi, l’anima è collegata più strettamente alla metafisica e alla religione, mentre psiche è un termine inteso dagli psicologi in senso non spirituale. Potremmo dire che l’anima è materia per i filosofi e per i religiosi, qualcosa di teologico, mentre la psiche é qualcosa di umano: l’insieme delle funzioni che sono legate al cervello, ossia le funzioni cerebrali, emotive, affettive e relazionali dell’individuo.
Immortalità dell’anima
Da un punto di vista metafisico, con la morte la materia si dissolve nelle sue parti. Ma l’anima come entità spirituale non è composta da parti materiali, ed è quindi
indivisibile e indissolubile: di conseguenza la decomposizione del corpo non comporta la distruzione dell’anima.
La credenza nell’immortalità dell’anima era largamente diffusa nelle culture e nelle religioni antiche. Era concepita essenzialmente come una sorta di prosecuzione
della vita terrena e si accompagnava al riconoscimento di una distinzione nella sorte dei defunti. Tale distinzione era considerata una conseguenza di tre fattori:
1) la posizione sociale che il defunto occupava in vita;
2) il comportamento etico tenuto in vita;
3) il compimento da parte dei parenti di determinati riti cultuali.
L’anima per i filosofi greci
Il concetto di anima è una creazione greca.
Per Socrate l’anima è la sede della ragione, della morale, della conoscenza e del pensiero dell’uomo.
Per Platone l’anima è suddivisa in tre parti (razionale, irascibile e concupiscibile) in conflitto tra loro. Essa è immortale, ed è unita al corpo come a un elemento estraneo:
il corpo costituisce l’involucro materiale, ma anche la prigione dell’anima, di conseguenza la morte del corpo è per l’anima una liberazione. Al termine della vita dell’uomo,
l’anima torna nel mondo delle idee, eterne e immutabili.
Le anime sono particelle di spirito che preesistono ai corpi. Quelle che hanno seguito una vita retta perseguendo la purificazione, vengono reintegrate alla loro primitiva
origine spirituale. Altrimenti, sono destinate ad una serie di reincarnazioni, anche in corpi di animali o piante,
fino a quando non hanno realizzato una completa purificazione (concetto della trasmigrazione o metempsicosi già sostenuto da Pitagora, probabilmente ripreso dall’orfismo).
Le anime che nella loro vita anteriore all’unione con il corpo hanno contemplato le idee (cioè le forme ideali della realtà), pur avendole dimenticate, possono conoscerle per reminiscenza,
cercando di recuperarne il ricordo.
Aristotele nega invece la sussistenza dell’anima indipendente dal corpo. L’anima è la struttura funzionante del corpo e dirige il funzionamento dei suoi organi per
mantenerlo in vita. Si divide in vegetativa, sensitiva e intellettiva e poichè presiede alle funzioni vitali, alla morte fisica del corpo l’anima muore.
L’anima per il cristianesimo
Per il cristianesimo corpo e anima costituiscono l’individuo. L’anima è la creazione diretta da parte di Dio mentre il corpo è formato dai genitori a
partire da materia preesistente. Il cristianesimo è contrario alla metempsicosi e trasmigrazione delle anime da un corpo all’altro perché ogni individuo è unico e non
ripetibile.
Per il cristianesimo l’anima è immortale: secondo il catechismo dopo la morte l’anima sarà accolta dal Signore, mentre il corpo dovrà attendere la fine dei tempi. La fede nella
resurrezione dei corpi è una caratteristica del cristianesimo: la parola «resurrezione» deriva dal latino resurrectio che significa infatti
«ritorno in vita dalla morte».
Nel Vecchio Testamento, nel libro di Daniele, il profeta Daniele afferma che molti corpi che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: alcuni alla vita eterna, altri alla vergogna
eterna.
Dunque, nel momento della morte, l’anima si separa dal corpo e continua a vivere in eterno. Questa viene giudicata da Dio e inviata in uno dei tre regni dell’oltretomba: nel luogo della
dannazione, o nel luogo della purificazione oppure nel luogo della salvezza. Il corpo invece riposa: con l’avvento del cristianesimo il luogo di sepoltura dei corpi prende il nome di «cimitero»
ossia dormitorio.
Alla fine dei tempi, quando ci sarà la seconda venuta di Gesù Cristo e il Giudizio Universale, l’anima si ricongiungerà con il corpo nella risurrezione.
L’anima per chi non crede
Secondo coloro che invece non credono nell’esistenza di un Dio trascendente, l’idea che gli esseri umani abbiano un’anima o che vi sia un’anima in grado di sopravvivere al corpo e che continui ad esistere per un lungo periodo di tempo, è del tutto illogica e puramente fantasiosa.
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