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La reincarnazione: morte e rinascita

La maggior parte delle religioni tenta di offrire una spiegazione su cosa succede dopo che una persona muore. Questa spiegazione generalmente implica un aldilà, un mondo ultraterreno, un luogo nel quale continuerebbe la vita dopo la morte fisica del corpo, in cui l’anima viene premiata o punita per il comportamento avuto in vita.
Altre religioni includono invece la reincarnazione, intesa come ripetizione e rimessa in discussione dell’esistenza dell'individuo in un altro corpo.

Il ciclo delle rinascite

Molte religioni ritengono che l’anima debba passare attraverso una lunga catena di reincarnazioni prima di raggiungere la liberazione, ossia la cessazione del ciclo delle rinascite. La credenza nella trasmigrazione delle anime da un corpo all’altro caratterizza le religioni di ceppo induista, ed è propria delle religioni molto antiche: ad esempio in Grecia anche con la filosofia dei pitagorici, che si basano sulla dottrina dell’orfismo reinterpretata con la metempsicosi. Secondo questa credenza l’anima è divina e quindi immortale, ma può accedere alla vita beata solo dopo aver compiuto una serie di reincarnazioni che si susseguiranno fino a quando non si sarà purificata e liberata completamente dai desideri materiali (catarsi).

Gli induisti e i giainisti credono che alla morte ogni creatura si reincarni in un altro corpo, vegetale, animale, o umano. Il ciclo delle esistenze, ossia la continua successione delle morti e delle rinascite, è una condanna dalla quale é possibile liberarsi soltanto attraverso una condotta ascetica. Una volta libera, l’anima immortale può vivere per sempre in uno stato di beatitudine infinita.
Il fine ultimo quindi non é il paradiso immaginato dal cristianesimo, ma la suprema beatitudine e il ricongiugimento con Dio, ossia l'Uno indivisibile, diritto di tutti gli esseri animati e inanimati.

Secondo la filosofia buddista tutte le forme di vita sono legate a un continuo processo di nascita, morte e rinascita, in un ciclo senza fine di sofferenza e insoddisfazione.
Secondo i buddhisti, per 49 giorni dopo la morte l'individuo va errando tra il mondo dei morti e quello dei vivi. Dopodiché la sua essenza vitale continua il suo viaggio attraverso la reincarnazione, portando con sé le tracce del Karma accumulato. La reincarnazione è per il buddismo un’espressione del Karma, perché le azioni compiute in questa vita determineranno le condizioni della vita successiva. Il «destino» viene quindi concepito come un complesso di situazioni che l’uomo si crea mediante il suo operato.
Come per gli induisti, l'obiettivo ultimo dei buddhisti non é il paradiso, ma porre fine al ciclo ininterrotto delle rinascite per raggiungere l'estinzione delle sofferenze (Nirvana).

Anche i sikh credono nella reincarnazione, ma per loro la liberazione dell’anima può essere ottenuta sia con la liberazione dal ciclo di nascita, morte e reincarnazione, sia attraverso lo stato di totale abbandono e unione con Dio (Nirvana).


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