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Il catafalco
Impiegato nelle cerimonie funebri e in alcune funzioni religiose, il catafalco era un complesso apparato costituito da una base di legno ornata con un drappo funebre nero su cui poggiava una finta bara, anch’essa coperta da un drappeggio di tessuto nero spesso decorato da frange e nappe. Attorno al catafalco, oltre a elementi decorativi di coronamento come pomi e pennacchi, venivano posizionati anche dei candelieri, il cui numero era spesso proporzionato alla classe e all'importanza del defunto.
Il catafalco veniva disposto davanti all'altare maggiore o nella navata principale della chiesa, ed il suo uso era duplice:
si utilizzava nei riti esequiali come un letto funebre per l'esposizione solenne del
feretro all’interno della chiesa;
dotato di una bara finta coperta da una coltre nera (orlata da una bordatura bianca in caso di bambini),
era utilizzato nelle messe di suffragio (settima, trigesima ed anniversario) o il giorno della Commemorazione dei Defunti, per dare una caratteristica funebre alla celebrazione.
L'utilizzo del catafalco per esequie solenni divenne particolarmente comune a partire dal periodo rinascimentale,
ma il suo uso crebbe in maniera esponenziale presso i personaggi dell'aristocrazia e dell'alto clero a partire dal periodo barocco. Le composizioni divennero sempre più elaborate con
l'utilizzo di sculture, fiori e candelabri, mentre l’aspetto di un vero e proprio edificio architettonico era spesso progettato da noti artisti. La costruzione, solitamente eseguita in legno,
veniva adornata con emblemi di carattere funerario o con sentenze allusive alla resurrezione e alla vita eterna
nell’aldilà.
Nell’età barocca, quando anche il rito funebre assume caratteri scenografici allo scopo di meravigliare e creare emozioni, le esequie di papi e sovrani vengono accompagnate da catafalchi come
tempietti, mausolei o archi trionfali finemente decorati e spettacolarmente illuminati, con impalcature caratterizzate da
una grandiosa architettura e dotati di un suggestivo effetto prospettico.
Lo scopo scenografico del catafalco mirava a colpire i fedeli e toccarli profondamente nell’anima, a dare ad essi con il suo carattere verticale il senso di ascesa al cielo del defunto e
implicitamente ad ammonirli sull’inesorabile scorrere del tempo: a tal fine i sui lugubri drappi neri venivano adornati con
simboli funerari per sottolineare l'ineluttabilità della morte e la certezza del giudizio di Dio.
Celebri l’apparato realizzato da Domenico Fontana per la traslazione del corpo di Sisto V in Santa Maria Maggiore (1591), o gli imponenti catafalchi di Gian Lorenzo Bernini per
Carlo Barberini (1630) e Alessandro VII (1667). Grandioso quello progettato da Gaspare Vigarani
nella chiesa di Sant’Agostino a Modena per i funerali di Francesco I d’Este (1659), convertito in seguito da allestimento provvisorio a struttura permanente.
L’impiego del catafalco non è mai stato abolito ma con l’avvento della riforma liturgica è andato praticamente in disuso perchè non più aderente alla sensibilità religiosa moderna e comunque superata dalla riforma liturgica introdotta dal Concilio Vaticano II.
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