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Morte e testamento
Cosa è il testamento
Il testamento è una dichiarazione di volontà con il quale qualsiasi persona, capace di intendere e volere, dispone delle proprie sostanze per il tempo in cui avrà cessato di
vivere.
Il contenuto del testamento può riguardare la nomina dei soggetti chiamati all’eredità, ma anche la volontà di essere sottoposti a
cremazione, o la volontà di volere
donare il proprio corpo alla scienza.
Tipologie di testamento
Esistono vari tipi di testamento: olografo, pubblico e segreto.
Il testamento olografo é l’unico testamento per la cui redazione non è richiesto l’intervento del notaio, ma può essere redatto autonomamente dal testatore senza alcun costo. Si tratta di
una scrittura privata per la quale sono necessari alcuni requisiti formali: deve innanzitutto essere interamente ed esclusivamente scritto di proprio pugno e inoltre deve
essere datato e sottoscritto dal testatore.
Il testamento pubblico, detto anche testamento notarile, è un testamento redatto da un notaio in presenza del testatore e di due testimoni. Viene chiamato pubblico in quanto
rilasciato davanti a un notaio nel suo ruolo di pubblico ufficiale, non perché sia un documento accessibile ad altri o di pubblico dominio.
Il testamento segreto, é un testamento consegnato in forma sigillata al notaio, il quale redige un verbale di ricezione in presenza di due testimoni. Qualora il testamento venga consegnato
non sigillato, all’operazione dovrà procedere il notaio. Sia il notaio che i testimoni ignorano il contenuto del testamento.
Morte ed eredità
Al momento della morte di una persona, bisogna verificare se questa abbia lasciato testamento. In mancanza di disposizioni testamentarie, ha luogo la successione legittima: l’eredità viene divisa secondo le regole del Codice civile che danno precedenza ai familiari più stretti. Diversamente, bisognerà seguire le volontà del testatore, salvi i diritti dei legittimi eredi.
Come fa il notaio a sapere che è morto il testatore?
Non è detto però che il testamento sia nascosto in casa o sia stato affidato a uno dei beneficiari. Potrebbe essere che il defunto, prima di morire, abbia fatto testamento dinanzi al notaio. Ma come possono saperlo gli eredi e, soprattutto, chi avverte il notaio della morte del testatore? È chiaro infatti che se quest’ultimo non è al corrente del decesso del proprio cliente e se gli eredi non conoscono l’identità del notaio, il testamento potrebbe rimanere in un cassetto per moltissimo tempo.
Si penserà che, in un’epoca tecnologica come la nostra, caratterizzata da comunicazioni informatiche e da archivi elettronici, il notaio venga a conoscenza della morte del
testatore tramite la consultazione di un archivio pubblico o mediante la segnalazione del Comune.
In realtà, non avviene nulla di tutto ciò: nessuna istituzione pubblica ha l’obbligo di fornire al pubblico ufficiale questa informazione. Il notaio inoltre non è tenuto ad assicurarsi del
buono stato di salute dei propri clienti e non ha quindi il dovere di verificare periodicamente se questi sono ancora in vita per dar corso alla pubblicazione del testamento.
Chi avverte il notaio della morte del testatore sono solo gli eredi.
Il notaio può venire a conoscenza del decesso tramite il passaparola, attraverso i necrologi pubblicati sui giornali, ma
soprattutto su iniziativa degli interessati a cui il testatore, prima di fare testamento, ha comunicato l’identità del notaio.
Se una persona vuole sapere se esiste un testamento in suo favore, deve recarsi all’Archivio Notarile del proprio Distretto, oppure accedere al Registro Generale dei Testamenti
(se di altro Distretto) per accertarne l’esistenza. Diversamente, nessuno glielo comunicherà.
Una volta che gli eredi richiedono la pubblicazione del testamento, il notaio accerta la morte mediante atto notorio e quindi comunica a tutti i coeredi indicati dal testatore, l’esistenza
ed il contenuto del testamento.
Da sottolineare che il testamento diventa efficace dopo la morte del testatore ed è valido indipendentemente dalla conoscenza dell’atto da parte degli eredi. Tuttavia, se
nessuno è a conoscenza dell’esistenza del testamento si procede con la successione legittima, ossia secondo le regole previste dal Codice civile per le eredità prive di testamento.
Cosa succede se viene trovato il testamento in un momento successivo? Secondo la Corte di Cassazione, una volta accertato il ritrovamento di un testamento, la divisione deve
avvenire secondo la volontà del de cuius, poiché la successione testamentaria prevale sempre sulla disciplina legale.
Cosa é la pubblicazione del testamento
Si tratta di un procedimento a cura del notaio, a seguito del quale il testamento olografo e quello segreto diventano eseguibili.
La pubblicazione serve in sostanza a far conoscere il contenuto del testamento agli eredi e ai legatari, e quindi dare attuazione alla volontà del defunto contenuta nel documento.
La pubblicazione del testamento è un presupposto perché l’atto diventi eseguibile: infatti, solo dopo la pubblicazione del testamento, può essere promosso un giudizio per l’esenzione
dello stesso.
Il testamento é comunque eseguibile dagli eredi indipendentemente dalla pubblicazione: questi infatti possono dare spontanea esecuzione alle disposizioni testamentarie.
Nel caso di un testamento pubblico non si procede ovviamente alla pubblicazione in quanto già pubblico, ma semplicemente alla sua registrazione. Alla notizia della morte del testatore
infatti, il notaio trasmette copia in carta libera del testamento alla cancelleria del luogo in cui si è aperta la successione e ne comunica l’esistenza agli eredi o legatari.
Da ricordare che la legge prevede che quando si rinviene un testamento olografo, alla morte del testatore si è obbligati a presentarlo ad un notaio per la pubblicazione.
La pubblicazione del testamento precede la dichiarazione di successione, tuttavia non costituisce il momento di apertura della successione, tantomeno costituisce requisito di validità o di efficacia del testamento. Essa ha la funzione di consentire l’esecuzione del testamento nei confronti dei beneficiari, ma non incide assolutamente sull’apertura della successione.
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