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I gioielli da lutto

Per quanto possa oggi apparire macabro, durante il diciannovesimo secolo l’usanza di tagliare ciocche di capelli ai defunti come ricordo della persona a cui appartenevano era una pratica piuttosto comune, sia negli Stati Uniti che in tutta Europa. La carne infatti imputridisce fino alle ossa ma i capelli non si deteriorano, conservano il loro colore per secoli e sono ciò che materialmente rimane di una persona che lascia questa terra, per cui le ciocche di capelli costituivano una specie di memento mori, manifestavano l'affetto da parte dei vivi, ed erano di aiuto per elaborare il lutto.

In epoca vittoriana l’ossessione per i capelli raggiunge il suo apice, in particolare nell’ambito della gioielleria e degli accessori collegati al lutto.
Gioielli da lutto vengono realizzati intrecciando i capelli dei defunti oppure annodando le ciocche per assomigliare a petali di fiori, raggiungendo ottimi livelli di manifattura. Dalle spille e fermagli che contengono i capelli del caro estinto, arrangiati in motivi floreali, alle intricate composizioni da appendere al muro, fino ai braccialetti fatti di capelli finemente intrecciati, la mourning jewelry vittoriana è fra gli esempi più sentimentali e accattivanti di arte funebre popolare.

gioiello di capelli

Se oggi probabilmente non sarebbero in molti a voler indossare un gioiello realizzato con i capelli di un defunto, ritenendolo una sorta di macabro feticcio, all'epoca queste creazioni erano molto popolari perché costituivano un modo per sentire fisicamente vicina la persona cara scomparsa.
Il gioiello da lutto era un oggetto sentimentale evocativo dell’indissolubilità dell’amore che lega le persone amate, a dispetto della morte. Attingeva ai motivi funerari tratti dal repertorio neoclassico (urne cinerarie, colonne spezzate, salici piangenti, donne in lacrime, scritte commemorative), ispirati anche alla poesia cimiteriale inglese, che prediligeva il simbolismo legato alla morte e atmosfere lugubri e tenebrose.
I gioielli da lutto erano spesso raffinate miniature su avorio o paste vitree, oppure anelli, medaglioni, pendenti o spille che presentavano al loro interno un piccolo scomparto segreto che conteneva i capelli del defunto.
I capelli non venivano solamente celati nei piccoli scomparti nascosti dei gioielli da lutto, ma venivano sfoggiati, e addirittura utilizzati come intreccio decorativo per bracciali, collane, orecchini e spille. Sono tuttavia i bracciali ad essere i pezzi più sorprendenti, gioielli realizzati intrecciando i capelli dei defunti a volte in modo davvero strabiliante, spesso dotati di un castone a guisa di chiusura, con la miniatura del defunto. Persino le catene degli antichi orologi da taschino potevano essere di capelli tessiti, a volte rinforzati da crini di cavallo.
Era piuttosto diffusa la tecnica di intrecciare il crine di cavallo ai capelli umani per renderlo più resistente e utilizzarlo per comporre i gioielli di capelli più intricati, più creativi e sopratutto di grandi dimensioni. Un accostamento molto apprezzato era il crine nero e bianco, intrecciato a catene d’oro.
Diffusi erano anche i choker necklace, alti girocolli che fasciavano il collo femminile, da cui pendevano miniature o camei commemorativi.

Spesso erano le donne, parenti del defunto, che intrecciavano i capelli che avrebbero poi portato dagli orafi per incorporarli al gioiello. Vi erano libri con schemi e trattati sull'argomento, come ad esempio il testo di Mark Campbell «Self-Instructor in the Art of Hair Work» del 1867, con spiegazioni esaurienti su come creare monili e accessori con ciocche di capelli.
Il mercato di massa dei gioielli commemorativi e funebri fu praticamente invaso dai capelli, ma dalla seconda metà del XIX secolo, i gioielli di capelli iniziarono a perdere popolarità, e già intorno al 1930 erano praticamente in disuso.
Oggi i gioielli commemorativi sono costituiti dai gioielli da cremazione.


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