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La danza macabra


La danza macabra è una delle tematiche iconografiche, insieme al Trionfo della Morte, più diffuse e più note nella storia dell’arte occidentale, sia in testi scritti che in testi figurativi, così come in pubbliche rappresentazioni.

La visione della danza di morte era già nota nell’antichità: vi sono infatti scheletri danzanti su alcuni vasi romani e in rilievi funerari etruschi. Il significato metaforico della danza macabra é che ogni uomo incontra la propria morte, rappresentata dal suo stesso scheletro, che lo conduce nella danza della vita e della morte.

La danza macabra é costituita da una processione di esseri umani diversi per età, sesso e condizione economica e sociale, che vengono accompagnati ciascuno da uno scheletro in una danza senza fine. Si tratta una particolare tipologia di immagini che si diffonde nel tardo medioevo, tra il XIV ed il XV secolo, in particolar modo nell'Europa centrale, anche se ne troviamo attestazioni pure in Francia e nell’Italia del nord.
L’iconografia canonica vede i singoli individui, connotati da ciò che li ha contraddistinti in vita (bellezza, ricchezza, potere, gioventù, ecc.), danzare con il proprio scheletro. Si tratta di un dialogo tra morti e vivi, dove varie tipologie umane vengono livellate dall’inevitabile identità dei loro scheletri.

Poiché il fenomeno è concomitante all'ondata di peste nera che colpì l’Europa tra il 1347 ed il 1351, secondo molti storici la Danza Macabra esprime la crisi spirituale ed esistenziale che investe l’ultimo Medioevo, collegata alla crisi demografica e economica: si stima infatti che l’epidemia di peste nera che devastò l’Europa nel 1348 (quella descritta da Boccaccio nel Decamerone), si portò via circa un terzo dei 75-80 milioni di persone che costituivano all’epoca la popolazione del continente.
In questa circostanza si cominciò a riflettere in modo diverso e più concreto sull'ineluttabilità della morte: mai prima di allora poveri, contadini, viandanti, dotti, papi, imperatori, re, nobili, artigiani ed autorità cittadine, si sentirono minacciati allo stesso modo. La terribile malattia aveva appianato le differenze di ceto e di genere: nessuno sfugge alla chiamata della Morte.

La Danza Macabra é un memento mori in cui sono coinvolti esponenti di ogni censo, sesso ed età, presentati secondo l’ordine di importanza del tempo, ognuno accompagnato da uno scheletro danzante: il ricco e il povero, il vecchio e il giovane, il borghese e il contadino, il monaco e la suora. Non sfuggono al corteo neppure il Papa o l’Imperatore, come ammonimento sulla transitorietà delle cose terrene e il concetto di uguaglianza dinanzi alla morte.

Danza Macabra di Clusone

La più antica Danza Macabra è probabilmente quella raffigurata lungo una delle mura del cimitero degli Innocenti a Parigi, nel 1424. L'affresco venne distrutto nel 1669 a causa dell’abbattimento del muro su cui era dipinto, ma nel frattempo era stato copiato sui muri di altri cimiteri europei, come quello vicino all'antica cattedrale di San Paolo a Londra e aveva ispirato un numero enorme di raffigurazioni pittoriche e a stampa.
In Italia, molto interessante è la Danza Macabra di Clusone, realizzata da Giacomo Borlone de Buschis fra il 1484 e il 1485 sui muri esterni dell'oratorio dei Disciplini. Altri esempi si possono ammirare in Val Rendena nelle chiese cimiteriali di S. Stefano, a Carisolo, e di S. Vigilio a Pinzolo, dove la Danza Macabra si svolge per ben venti metri.

In seguito la danza macabra perse d’importanza per poi riemergere durante il Romanticismo, tornando ad ispirare pittori, musicisti ed esponenti della poesia sepolcrale. Qui il macabro si accompagna spesso al tema erotico, in un mistico ricongiungimento di Amore e Morte: Eros e Thanatos, danza della vita e danza della Morte.


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