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Tipi di croce


Quanti tipi di croce esistono?

Simbolo antichissimo, presente già prima del Cristianesimo, la Croce è una figura geometrica composta da due linee, una orizzontale e una verticale, che si incrociano in perpendicolare. Costituisce il terzo simbolo fondamentale tra le figure geometriche: l’intersezione delle rette coincide con il centro, diventando simbolo della convergenza tra gli opposti e le direzioni, pertanto un luogo di equilibrio.
Difficile dire quanti tipi di croce esistono, ma qui ne sono elencate alcune tra le più note.

Croce latina

Detta anche crux ordinaria, é la più tipica delle croci, quella che per i cristiani rappresenta la crocifissione di Gesù Cristo. Ha due bracci perpendicolari dei quali quello trasversale è più corto rispetto a quello longitudinale.
La croce latina riproduce la forma del patibolo usato dai romani, ossia costituisce una rappresentazione stilizzata dello strumento utilizzato dai romani per l'esecuzione della pena di morte tramite crocifissione. Poiché per i cristiani questa croce costituisce il ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù, essi le conferiscono una forte valenza simbolica. I quattro rami della croce raffigurano i quattro elementi, le quattro parti del mondo e quattro virtù umane: il piede piantato nella terra simboleggia la fede; il ramo superiore simboleggia la speranza; la larghezza la carità e la lunghezza la perseveranza.

Croce greca

È una croce formata da quattro bracci di uguale misura. Tipica dell’arte bizantina, é ancora oggi utilizzata nelle Chiese Orientali e nelle Chiese Ortodosse.
I suoi quattro rami uguali e il fatto che essa possa essere contenuta in un quadrato, fanno della croce greca la croce idealizzata, che rappresenta la Natura Divina di Cristo.

Croce celtica

Si tratta di un simbolo pagano. Essendo il risultato della somma della croce e del cerchio, la croce celtica fu adottata dalla simbologia cristiana che la reinterpretò dandole un significato più profondo. Poiché infatti la croce è inserita in un cerchio, simboleggia la vita in Cristo che si ripete eternamente.
Inoltre i due assi della croce si incrociano nel centro del cerchio, dividendolo in quattro parti uguali. Abbiamo quindi la simbologia dei quattro elementi, dei quattro punti cardinali, della ciclicità della vita e della comunicazione tra i mondi costituita dal centro.
La croce celtica é frequente nei monumenti funebri irlandesi.

Croce Tau

Chiamata anche croce Commissa o croce di Sant’Antonio abate, è caratterizzata dalla traversa posta alla sommità della parte verticale e la forma richiama la lettera T.
Il Tau non è altro che l’ultima lettera dell’antico alfabeto ebraico, che rappresentava il compimento dell’intera parola rivelata di Dio.
La sua forma ricorda una croce, seppur priva del braccio superiore, e per questo i cristiani l’adottarono. Ma un’altra ragione è che, essendo l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico, essa conteneva una profezia della Fine dei tempi, così come la lettera greca Omega.
La croce Tau si diffuse soprattutto da San Francesco, che la scelse come suo simbolo di devozione e come sigillo, forte della sua profonda convinzione spirituale per la quale nella croce di Cristo risiedeva la salvezza di ogni uomo.

Croce di Gerusalemme

Croce emblema della Terra Santa, la croce di Gerusalemme è composta da una croce greca centrale e quattro piccole croci greche negli angoli interni.
Le cinque croci vengono interpretate come una rappresentazione delle cinque piaghe della passione di Cristo: le croci minori simboleggiano le ferite alle mani e ai piedi di Gesù, mentre la grande croce centrale rappresenta la ferita aperta dalla lancia del soldato.
Secondo un'altra interpretazione, le quattro croci minori simboleggiano i quattro Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, mentre Cristo é rappresentato dalla croce centrale. Ma si pensa anche che le quattro croci rappresentino i quattro angoli della terra, nei quali Gesù desiderava che la sua parola fosse proclamata dai suoi discepoli.
Conosciuta anche come croce dei crociati, questa croce era lo stemma del Regno di Gerusalemme, ed é l'emblema ufficiale dell'Ordine dei cavalieri del Santo Sepolcro.

Croce di San Pietro

Si tratta di una croce latina capovolta e risale al martirio dell’apostolo Pietro che, ritenendosi indegno di una crocifissione uguale a quella di Cristo, chiese di essere crocifisso a testa in giù su una croce del martirio rovesciata.
La croce di San Pietro viene comunemente inserita nel pentacolo satanico e associata all'Anticristo e al satanismo perché considerata come la rappresentazione opposta della fede cristiana. Per questo motivo l’utilizzo cristiano della croce capovolta è poco comune.

Croce a otto punte

Si tratta di una croce greca con i bracci terminanti a coda di rondine. La croce a otto punte, conosciuta anche come croce di Malta, o croce di san Giovanni, è un simbolo di origine bizantina risalente con ogni probabilità al sesto secolo d.C. Alcuni studiosi ritengono che siano i Normanni a portarla ad Amalfi, nell’Italia meridionale, dove diventa simbolo della repubblica marinara almeno sin dall’XI secolo.
I monaci che gestivano l’ospedale fondato dagli amalfitani a Gerusalemme per prestare le cure ai pellegrini che raggiungevano la Terra Santa, dettero vita all’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, adottando questo simbolo fin dalla sua fondazione.
Sulle vesti degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme risaltava il colore bianco della croce, che richiamava la purezza delle beatitudini, e la croce a otto punte assunse quindi il nome di croce di San Giovanni.
Con la fine del Regno di Gerusalemme, l’Ordine di San Giovanni si trasferisce prima a Rodi nel 1310 e poi a Malta nel 1530, dove il simbolo che lo contraddistingueva fin dalla fondazione assume il nome di croce di Malta.
Le otto punte potrebbero simboleggiare le beatitudini elencate da San Matteo, oppure le virtù cristiane, oppure ancora gli otto princìpi che erano alla base della missione dei cavalieri di San Giovanni.

Croce di San Emiliano della Cogolla

Conosciuta anche come croce visigota, è una croce con i bracci ancorati, ovvero che terminano in due punte ricurve in fuori, come ancore, appunto. Questa croce è legata alla figura di San Emiliano, un eremita vissuto in Spagna nel VI secolo, ed è conosciuta con la definizione spagnola di Cruz de San Millán.
I dodici vertici dei bracci simboleggiano i dodici apostoli. Le punte sono indirizzate verso l’esterno o verso l’interno per indicare la debolezza della Chiesa, composta da uomini, santi e peccatori.
Il decoro che conduce al centro della croce è fatto di foglie di ortica, per ricordare che seguire il cammino di Dio può rivelarsi doloroso. Il centro della croce di San Emiliano è composto da un fiore con otto petali, che simboleggiano le otto beatitudini, e da cui dipartono quattro boccioli trilobati che simboleggiano la Trinità. Al centro c’è un punto che rappresenta Dio.

Croce copta

Conosciuta anche come croce ansata o croce egizia, ha la forma di una goccia rovesciata posta al centro dei bracci orizzontali. Assomiglia sostanzialmente ad una chiave, e per questo motivo viene chiamata anche chiave della vita, chiave del Nilo oppure croce ansata o croce di Ankh, in ricordo dell’antico simbolo egizio della vita eterna.
Nel corso del tempo però questa croce si é evoluta in altre forme: la croce copta ortodossa è quadrata e spesso pesantemente ornata con filigrana e dettagli fantasiosi, mentre la croce etiope è una croce più classica, decorata con piccole croci e cerchi. In ogni caso la croce copta simboleggia sia l’appartenenza alla fede cristiana che il ricordo dei primi martiri cristiani che morirono perché indossavano la croce rifiutandosi di rinunciare alla loro fede.

Croce con terminazioni trilobe

Si tratta di una croce in cui ogni braccio termina con tre lobi legati che simboleggiano la Trinità cristiana (Padre, Figlio e Spirito Santo), come il trifoglio da cui trae origine questa croce.
La croce trifogliata o trilobata é conosciuta anche come croce di San Maurizio, croce dell'Ordine Mauriziano.

Croce russa

Conosciuta anche come croce bizantina o croce ortodossa, presenta tre traverse: la prima in alto è il titulus crucis, il cartello che riportava la ragione della condanna di Gesù, mentre quella più in basso, leggermente obliqua, é il suppedaneum, il sostegno di legno su cui Gesù Cristo crocifisso poggiava i piedi. La traversa centrale rappresenta le braccia aperte del Cristo crocifisso.
Nata in ambito bizantino, è il simbolo della Chiesa ortodossa russa e di altre chiese slave. Nella tradizione ortodossa russa la traversa del suppedaneum, quasi ai piedi della croce, è rappresentata in diagonale perché la parte verso il cielo rappresenta l'ascesa al paradiso di Disma, mentre quella verso il basso l'inferno a cui è destinato l'altro ladro, Gesta, che non si è pentito dei suoi peccati.

Croce mariana

Scelta da Giovanni Paolo II per il suo stemma papale al momento della sua elezione nel 1978, la croce mariana è la combinazione di una croce latina e la lettera M, posta in basso, riferita a Maria Vergine che si trovava ai piedi della croce di Gesù sul Calvario.

Croce papale tripla

Detta anche croce pontificia, la croce papale é formata da un braccio longitudinale lungo e da tre bracci trasversali di diversa lunghezza. Le tre traverse rappresentano il triplice ruolo del Papa:

  1. vescovo di Roma;
  2. patriarca dell’Occidente;
  3. successore di San Pietro apostolo.

Di solito è sorretta dall’Agnello di Dio.

Croce di San Damiano

Si tratta di una croce databile intorno all’anno 1100. Raffigura l’icona a forma di croce dinanzi alla quale San Francesco d’Assisi stava pregando mentre ricevette la richiesta del Signore di riparare la sua casa.
In questo crocifisso Gesù ha sulla testa un’aureola che racchiude una croce ulteriore, simbolo della Sua imminente gloria. La figura imponente di Gesù è circondata da figure più piccole, ciascuna con un significato simbolico ben preciso.

Croce di Sant’Andrea

La croce di Sant’Andrea (in latino: crux decussata) ha, a differenza delle altre croci, i bracci posti in diagonale. In pratica essi formano una X. Si chiama così perché una croce con questa forma fu utilizzata per il martirio di Sant’Andrea apostolo.

Croce Ugonotta

Si tratta di un simbolo religioso cristiano affermatosi prima in Francia e poi nel resto d'Europa, come uno dei segni distintivi più popolari della fede evangelica riformata.


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Tag: simboli