logo sagrilandia

Alla sagra del pinolo


Quando arrivate alla sagra, mancano pochi minuti all'inizio della presentazione del libro di Bertoni.
Il tuo pranzo non è stato esattamente rilassante. Non avevi appetito e tantomeno voglia di cucinare, quindi avevi optato per un pratico e veloce vasetto di yogurt accompagnato da un bel bicchiere colmo di succo di pesca, in modo da poterti poi stendere sul divano per un'oretta.
Purtroppo, complice la stanchezza, hai distrattamente fatto rovesciare il succo di frutta che avevi sul tavolo proprio sui pantaloni, per cui hai dovuto cambiarti, pulire il tavolo, la sedia e il pavimento.

Introdotto da un giornalista che ringrazia i presenti, Filippo presenta il suo libro in una saletta gremita di gente. Sulla cinquantina, sa come muoversi e parlare con disinvoltura in pubblico.
Ovviamente comincia a parlare dei pinoli, affermando tra gli applausi che i migliori sono quelli della zona intorno a Pisa e quelli provenienti dal Parco naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli.

Filippo: «Il motivo? Le analisi hanno evidenziato che i pini domestici del Parco naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, grazie ai terreni umidi e al clima mite, producono pinoli con una maggiore aromaticità dovuta ad una maggior presenza, rispetto sia ai pinoli esteri che a quelli italiani, di importanti oli come l'alfa pinene, l'alfa linolenico e l'acido oleico»

Gli scosci di applausi si susseguono.

Filippo: «A causa dei metodi di coltivazione e della lavorazione artigianale, hanno un costo un po' più elevato. Ma sapete per ottenere 8 chilogrammi di pinoli sgusciati, quanti chili di pigne occorrono? Ve lo dico io: ben 100 chili di pigne»

Segue un mormorio di stupore da parte delle persone in sala.

Filippo: «Sorpresi, vero? corrispondono a circa 25 chili di pinoli con guscio. I pinoli del Parco naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli non solo costituiscono un'ottima base per il pesto alla genovese, ma hanno una grande versatilità in cucina. »

E da lì inizia a parlare della cucina dal sapore pisano di cui tratta il suo ultimo libro, snocciolando un ampio repertorio di ricette di piatti di mare, di piatti di fiume, di piatti di terra dell'entroterra pisano, infarcite da aneddoti personali e una serie di informazioni storiche e suggerimenti sulle tradizioni culinarie pisane.
Quando Filippo conclude la presentazione, gran parte dei presenti ha l'acquolina in bocca e un gran appetito.
Inizia il momento delle domande del pubblico, a cui segue il momento di incontro informale per convenevoli, autografi e foto. Filippo firma alcune copie del libro, asseconda le richieste di una dedica personalizzata e infine si fa fotografare con i lettori. Silvio scambia con lui una calorosa stretta di mano e qualche parola, poi viene da te.

Silvio: «Ok, ci ho parlato. Aspettiamo seduti qui in fondo alla sala»

Quando tutti hanno abbandonato la saletta, Filippo viene da voi, e Silvio fa le presentazioni. Gli fai i complimenti sinceri per come ha condotto la presentazione del libro, poi gli racconti del colloquio e gli mostri il contratto che ti è stato proposto dalla casa editrice Remigi.

Filippo: «Partiamo da un punto fermo: il lavoro di creare spetta allo scrittore, il lavoro di investire spetta alla casa editrice»

Beh, sì...

In effetti...