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Alla sagra del pinolo


Filippo: «Gli editori che chiedono denaro per pubblicare un libro sono definiti editori a pagamento e si comportano spesso come una tipografia»

Silvio: «Ah...»

Filippo: «Premesso che non conosco la casa editrice Remigi, posso dirvi che solitamente gli editori a pagamento non si basano sulla validità del manoscritto, ma sul guadagno economico che ne traggono dal contributo dell'autore. Detto brutalmente, sovente pubblicano chiunque paghi»

Tu: «...pubblicano chiunque paghi??»

Filippo: «Come vi ho appena detto, si comportano come tipografie perchè spesso si limitano a stampare il libro totalmente a spese dell'autore, lasciandolo di fatto con molte copie invendute e nessuna visibilità»

Tu: «Ma... mi hanno parlato di promozione, distribuzione, programmi televisivi, fiere, eventi letterari...»

Filippo: «Me lo immagino. Si presentano con belle promesse, parlano di campagne di marketing, ma alla prova dei fatti il vero obiettivo è guadagnarci con la stampa. Poichè gli editori a pagamento guadagnano a prescindere dalle vendite, non hanno interesse a verificare la qualità dei manoscritti, non si preoccupano di promuovere o far pubblicità al libro, spesso non hanno neanche una rete distributiva e nemmeno interessa loro di averla, perchè non rischiano nulla. Tutto si basa sull'impegno da parte dello scrittore di un esborso economico»

Silvio: «Sono dei truffatori??»

Filippo: «Assolutamente no, ma si tratta di un modello di business che non garantisce successo o diffusione del libro, ma solo un guadagno certo per la casa editrice, e che spesso porta a pubblicazioni di bassa qualità e senza alcun lavoro di marketing. Insomma, se lo scopo è far leggere il libro, pubblicandolo a pagamento non so in quanti riusciranno a leggerlo. Il lavoro di una casa editrice dovrebbe essere quello di scovare un talento e saperlo vendere al meglio, perchè più è bravo e prolifico, più copie le farà vendere. Detto tra noi: a che serve essere pubblicati se poi i libri te li devi comunque vendere da solo?»

Silvio: «Hai ragione»

Filippo: «Mi fate leggere un attimo il contratto?»

Tu: «Sì....»

Mentre Filippo è intento a leggere con attenzione, lanci al tuo fidanzato una lunga occhiata sconsolata, pienamente ricambiata.

Filippo: «Come pensavo. Qui dice che l'autore si impegna a comprare le copie invendute. Significa in pratica che comprate le prime 250 copie a metà prezzo, mentre dovrete comprare a prezzo pieno quelle invendute, presumibilmente le altre 250 copie. Se fate un po' di conti, siamo ad oltre 7500 euro...»

Silvio: «Cavoli!»

Filippo: «Dovrete aggiungere poi le spese di editing e di spedizione, più o meno 500 euro. Comunque molti scrittori esordienti si rivolgono agli editori a pagamento, vuoi perchè hanno voglia di notorietà ma non trovano sbocchi nell'editoria tradizionale, vuoi perchè vogliono farsi un nome in giro nella speranza di essere notati, oppure ancora perchè vogliono semplicemente vedere il proprio nome sulla copertina del libro o soltanto per la soddisfazione di farsi leggere dagli altri»

Silvio: «Mah...»

Filippo: «Comunque, io vi ho spiegato come funziona con gli editori a pagamento, poi vedete voi. Vi dico soltato che pagare per essere pubblicati... diciamo che non è esattamente essere pubblicati»

  «Sono pienamente d'accordo con te»  

  «Giornata iniziata male e finita peggio...»