Redattore:
«Le chiediamo un esiguo contributo per aiutarci a sostenere tutti i costi di editing, stampa, pubblicazione, promozione e distribuzione della sua validissima opera
letteraria»
Tu:
«Ah...»
Redattore:
«Non le stiamo chiedendo del denaro. Le chiediamo semplicemente di acquistare ad un prezzo vantaggioso un piccolo numero di copie cartacee del suo libro»
Tu:
«...un numero di copie?»
Redattore:
«Le spiego la nostra proposta: noi stampiamo 500 copie del suo libro che venderemo sugli scaffali a 19,90 euro. Le chiediamo di comprare 250 copie, che potrà
acquistare al prezzo di favore di soli di 10,50 euro»
Tu:
«...250 copie a 10,50 euro sono più di 2600 euro...»
Redattore:
«Vista così potrebbe sembrare una gran cifra, me se ci pensa bene per Lei è un affare perchè le basterà rivendere a 19,90 euro le copie acquistate a
metà prezzo per rifarsi del contributo sostenuto. Penso sia uno sforzo sopportabile per uscire finalmente dall'anonimato e avviarsi carriera letteraria, non crede?»
Tu:
«Beh, sì... mi chiedo però se riuscirò a rivenderle»
Redattore:
«Ma cara Sara, ha talmente così poca fiducia nel suo lavoro da non credere di riuscire a vendere 250 copie?»
Tu:
«Beh...»
Redattore:
«Ma come, non ha amici, parenti, conoscenti e followers sui social che non vedono l'ora di leggere il suo libro? Io sono certo invece che andrà a ruba»
Tu:
«In effetti su Facebook ho sempre ricevuto complimenti e mai una critica... Le confesso che in questo momento sono un po' confusa»
Redattore:
«La comprendo benissimo, ma sappia che Lei si trova in buone mani con noi. Tra poco ho un appuntamento con un altro scrittore, per cui facciamo così: io le consegno il
contratto di edizione, Lei rifletta sulla nostra proposta, legga le clausole, poi tra uno o due giorni mi fa sapere cosa ha deciso, d'accordo?»
Tu:
«D'accordo. Ma... qui leggo in calce al contratto di un obbligo di acquisto da parte mia delle copie invendute»
Redattore:
«Ma figuriamoci se rimarranno copie in giacenza del suo libro! Non ha fiducia nel suo stesso lavoro? Guardi che noi abbiamo un certo fiuto per i talenti come Lei, mi
creda»
Ti rendi conto che il redattore ha pienamente ragione. Hai impiegato più di sei mesi a scrivere questo saggio e non è possibile che adesso che finalmente hai trovato una casa editrice
ben disposta a pubblicarti, sia proprio tu a dubitare del tuo lavoro.
Tu:
«Ha ragione, il fatto è che stamani me ne sono successe veramente di tutti i colori e quindi sono un po' frastornata»
Redattore:
«Allora la attendo quanto prima con le idee chiare e il contratto firmato. Si ricordi che un'opera non pubblicata, non letta da nessuno è un'opera non
scritta»
«Sono d'accordo. Buona giornata»
«Giusto il tempo di parlarne con il mio fidanzato»