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Il bar in piazza


Quando esci dalla casa editrice Remigi sei piuttosto stordita. Non hai ancora fatto colazione, hai carenza di zuccheri, sei stressata per tutto ciò che è accaduto e hai assolutamente la necessità di un caffè doppio.

Vedi poco più in là un bar che si affaccia sulla piazza e ti precipiti verso la porta di legno scuro. Dentro, l'aria è impregnata dell'aroma del caffè appena fatto e delle paste fragranti esposte nel bancone. Hai proprio bisogno di coccolarti con un bel cornetto alla crema.
Per fortuna ci sono poche persone in attesa e puoi ordinare quasi subito la tua colazione.

Mentre ti gusti un cornetto soffice e buonissimo ripieno di golosa crema pasticcera, osservi il barista che sta armeggiando con la macchina del caffè. Hai l'impressione di vederlo un po' in difficoltà, come se avesse qualche problema.

Tu: «...Qualcosa non va?»

Barista: «Credo che si sia bloccata la macchina...»

Tu: «Come sarebbe a dire?»

Barista: «Non esce il caffè»

Tu: «Comincio a sospettare seriamente che qualcuno mi abbia fatto la macumba...»

Barista: «Che cosa?»

Tu: «Niente, niente...»

Barista: «Spero si tratti di momentaneo calo di pressione della macchina, altrimenti dovrò chiamare subito il tecnico»

Tu: «E io devo assolutamente chiamare un guaritore che mi faccia un rito magico contro le negatività»

Dopo qualche minuto il problema sembra risolto e finalmente puoi sorseggiarti la tua tanto agognata tazzina di caffè dall'aroma intenso e robusto. Come recitava una famosa pubblicità vintage, più lo butti e più ti tira su, e la giornata ti appare decisamente migliore.
Nel frattempo entra un ragazzino accompagnato da una donna che aveva tutta l'aria di essere la madre. Entrambi sembrano al settimo cielo e parlano tra di loro con concitazione.

Ragazzino: «Sono davvero felice, mamma»

Madre: «E io lo sono per te»

Ragazzino: «Ti rendi conto che avrò il mio nome su un libro? Ancora non riesco crederci»

Madre: «L'ho sempre detto io che hai un talento poetico innato»

I due ordinano e tu non resisti.

Tu: «Scusate, provenite dalla casa editrice Remigi?»

Madre: «Sì, le poesie di mio figlio saranno pubblicate a breve. Pensi che l'editore non finiva più di elogiare il mio piccolo tesoro per il suo talento poetico»

Tu: «Ah, le mie congratuzioni»

Madre: «Sa, mio figlio è sempre stato bravissimo a scrivere toccanti poesie, ma nessuno ha mai voluto riconoscerlo, sopratutto quella vipera della sua insegnante di italiano, che gli dava sempre insufficienze»

Ragazzino: «La prof mi dice sempre che sono una capra»

Tu: «Addirittura?»

Madre: «Quando esce il libro glielo sbattiamo in faccia, e poi vediamo chi è la capra!»

Ragazzino: «Signora, vuoi leggere la mia ultima poesia dedicata a TikTok?»

  «La leggerò quando esce il tuo libro. Ora devo andare»  

  «Un'altra volta, adesso devo proprio andare»