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Ritorno all'ex cimitero


Quando arrivate al cimitero, Marione e suo padre sono già lì. Dovevano essere arrivati da poco, perchè il terreno appare più o meno nelle stesse condizioni in cui si trovava il giorno prima.
Marione è intento a spostare la terra, mentre Dante sembrava dirigere con occhio attento e ordini perentori le operazioni da compiere.

Tu: «Quando si dice che chi ha tempo non aspetti tempo...»

Cinzia scoppia a ridere. «Avranno fretta di riscuotere»

In meno di un'ora, la porzione di terreno che permette di accedere alla casetta in muratura è spianata e sgombrata dai rovi, e quindi decidete di avvicinarvi. Con una grossa falce, Dante è impegnato a liberare il piccolo edificio dalla vegetazione invasiva che lo circonda, quasi soffocandolo.
Esternamente la costruzione si presenta come un cadente fabbricato realizzato in pietra e cemento, alto circa 3 metri, privo di elementi decorativi e con tetto a falde spioventi. Le mura sono ricoperte di muschio, corrose dal tempo e dalle intemperie. L'ingresso è costituito da una sbiadita vecchia porta di legno, dall'aspetto piuttosto fatiscente.
Cinzia ti ha spiegato ieri sera che si tratta di struttura un tempo adibita a deposito degli attrezzi necessari alle sepolture e alla manutenzione e alla cura delle aree verdi. Ma più ti avvicini e più ti rendi conto che adesso è solo una scena di decadenza e abbandono.

Cinzia: «Vieni, entriamo. Facciamo attenzione perchè sul pavimento ci sono detriti e calcinacci caduti dal soffito»

La tua amica spinge con un colpo deciso la porta di legno marcio, che si apre con un acuto cigolio dei cardini, rivelando un interno buio e polveroso.
Varcando la soglia vi trovate in una stanza di piccole dimensioni con al centro un tavolo di legno, mentre al muro sono appoggiati una carriola arrugginita e un piccone. Sul tavolo pieno di calcinacci si vedono un paio di vecchi martelli, alcuni scalpelli, e un grosso mazzuolo.
I muri sono costituiti da intonaco sfaldato che lascia esposti mattoni grezzi e pietre, mentre il tetto è parzialmente crollato. C'è una piccola finestra priva di vetro, sigillata con assi di legno, da cui filtra la luce del giorno. Il pavimento in pietre e malta è caratterizzato da una superficie sconnessa e irregolare, probabilmente sospinto dalle radici degli alberi vicini al perimetro cimiteriale.

Cerchi di immaginarti Vanni intento a prendere gli attrezzi in quello che adesso è soltanto un rifugio per ragnatele e pipistrelli, ma non ci riesci: quel piccolo edificio ti evoca solo un senso di vuoto e di solitudine.

  «Non c'è niente...»  

  «Solo abbandono...»