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In Hotel


Cinzia prende il suo smartphone, tiene gli con occhi fissi sul display con espressione concentrata, mentre le sue dita scorrono lo schermo.

Tu: «Cosa stai cercando?»

Cinzia: «Ho fatto una foto alla lettera di Vanni. Guarda»

Prendi lo smartphone, ingrandisci la foto e ti metti a leggere, incuriosita. La lettera appare piuttosto rovinata e la scrittura sbiadita. Sopratutto presenta numerose macchie di umidità che rendono illeggibili alcune parole.
Verso la fine leggi: "quindi caro Don Gino ho nascosto i bauli ne[MACCHIA] del cimitero, che reputo luogo sicuro".

Tu: «Ma non si legge la parola "ossario"...»

Cinzia: «No, non si legge. Quella maledetta macchia di umidità ha reso illeggibile la parola. Ho dedotto io che si trattasse dell'ossario perchè è l'unico posto dove Vanni poteva aver messo i bauli»

Tu: «Secondo me c'era scritto "nel casottino"...»

Cinzia: «Il deposito degli attrezzi? impossibile»

Tu: «Perchè impossibile?»

Cinzia: «Per due motivi. Primo: quel deposito è troppo in vista e alla mercè di chiunque: curiosi, esploratori urbex e vandali compresi. Quindi non certo un luogo sicuro dove nascondere refurtiva di valore. In secondo luogo... ho già guardato là dentro qualche mese fa...»

Tu: «Come sarebbe che hai già guardato là dentro qualche mese fa?»

Cinzia: «Sì, una sera con Francesco, armati di falce e pala, siamo riusciti ad arrivare alla porta e forzarla. Dentro c'è qualche vecchio attrezzo, ma nient'altro. Nessuna botola nel pavimento»

Tu: «Forse c'era scritto 'nel muro'??»

Cinzia: «No, quel muro è troppo sottile per contenere bauli. E poi guarda attentamente quella macchia sulla lettera: la parola illeggibile è una parola lunga, come appunto ossario»

Tu: «Ma in quel cimitero non c'è nient'altro...»

Cinzia: «Lo so. Qualcuno è arrivato prima di me»

  «Purtroppo credo proprio che tu abbia ragione»  

Dormiamoci sopra: la notte porta consiglio