logo sagrilandia

Il cimitero soppresso


Scendete dall'auto. Quando ti giri in direzione di Cinzia, vedi alle sue spalle un imponente cancello arrugginito in ferro battuto, e un alto muro di pietra in cattive condizioni.

Cinzia: «Eccolo il mio acquisto»

Il piccolo cimitero era situato dalla parte opposta del viottolo, e si affacciava sulla vallata in una posizione suggestiva da cui si godeva di una vista panoramica.
Cinzia spinge con decisione il vecchio cancello socchiuso che si apre cigolando rumorosamente, e ti invita a seguirla all'interno.
Di solito ti rechi al cimitero solo una volta l'anno, nel giorno della commemorazione dei defunti, perchè il solo fatto di doverci andare ti ha sempre fatto venire un groppo in gola e la vista dei tristi ritratti in fotoceramica dei defunti ti ha sempre suscitato solo una cupa, rassegnata nostalgia. Ma decidi di seguire la tua amica perchè se da una parte l'idea ti fa rabbrividire, dall'altra sei tremendamente curiosa.

Mentre varchi la soglia del camposanto ti rendi conto che all'interno ci sono solo cespugli e rovi. Ti immaginavi di trovare antiche lapidi di pietra ricoperte di muschio e licheni, alcune inclinate e altre addirittura spezzate, che raccontavano storie dimenticate, ma non vedi niente di tutto questo.
La superficie del terreno, irregolare e ondulata, è praticamente invasa dai rampicanti ed il cimitero appare un intricato groviglio di piante infestanti, sterpaglia e rovi spinosi, tanto che dopo qualche passo non siete più in grado di proseguire. Tutto era stato dimenticato e lasciato in uno stato selvatico.

Il piccolo cimitero non solo era accerchiato dal bosco, ma ne era anche già stato invaso. Arbusti che stavano per diventare alberi dentro, ed altri che si affacciano da fuori. Era sopratutto l'edera di notevole dimensioni che prosperava vigorosa indisturbata e che era la padrona di questo regno in rovina. Aveva scavalcato le mura e preso completamente il sopravvento sul terreno costuito oramai solo da cumuli di detriti, rilievi ed avvallamenti.
In fondo alle mura, nell'angolo a sinistra, intravedi tra i cespugli un alto casottino in pietra, austero e quasi in stile gotico, invaso dai rampicanti che gli conferiscono un aspetto ancora più spettrale.
Tutto appare desolato e privo di manutenzione da decenni. Quel piccolo cimitero di campagna era tristemente divenuto il guardiano di un luogo che, privato della sua funzione originaria, non ha più alcun significato.
La domanda che ti assale è sempre la solita, e che adesso, di fronte a tanta incuria, si fa più forte che mai.

Tu: «Perchè hai comprato un diroccato ex cimitero di campagna? cosa ci farai di... questo?»

Cinzia: «Non lo so esattamente... ma so cosa faremo adesso: andremo a gustarci un buon pranzo nel ristorante del paese qui vicino. Che dici?»

Ok... ma ho come l'impressione che mi nascondi qualcosa...

...Un buon pasto aiuta a migliorare la salute fisica e mentale...