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Verso il cimitero


Tu: «È molto distante il camposanto?»

Cinzia: «Circa un quarto d'ora di macchina... devo solo fare mente locale sulla strada»

L'auto imbocca una stradina di campagna che si inerpica su per la collina. Percorrete una serie di curve seguite da una serie di bivi, in un paesaggio che appariva senza alcun segno di vita, avvolto in un silenzio interrotto dal canto degli uccelli, dal fruscio delle foglie e dal cri-cri-cri delle cicale.
Mentre osservi le siepi incolte ai bordi della strada che sono un intrico impenetrabile di rovi carichi di more, ti chiedi con una certa apprensione come, in una strada così stretta e male asfaltata, possano incrociarsi due macchine.

Quella strada che adesso si addentrava nella boscaglia era una testimonianza dell'incuria e dell'abbandono che regnava in quella zona. Mentre la 500 sobbalza continuamente sull'asfalto divorato dall'erba infestante, guardi con un senso di solitudine un cartello arrugginito, illegibile e piegato su se stesso.

Cinzia: «Facciamo attenzione perchè a destra dovremmo intravedere tra gli alberi i ruderi della vecchia miniera abbandonata di Fornello...»

Tu: «Ok...»

Ad un certo punto scorgi tra la boscaglia come la cima di tre torrioni di pietra con dei macchinari arrugginiti alla sommità.

Tu: «Sono quelli?»

Cinzia: «Sì. Ora dobbiamo imboccare una stradina sterrata a sinistra, che adesso non ricordo se si trova prima o dopo i ruderi della cava...»

Probabilmente la strada si trova più avanti...

Prima mi era sembrato di vedere una specie di viottolo che si addentrava nel bosco