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Il tuo appartamento


Il muratore si rifà vivo verso le 15, con in mano una scatola piena di piastrelle. Decidi di rimanere seduta in cucina a tenerlo d'occhio, da una parte per assicurarti che non combini ulteriori guai, dall'altra per essere pronta ad intervenire nel caso qualcosa andasse storto.
Segui quindi Luca costantemente con lo sguardo mentre con una cazzuola prepara il cemento in balcone e comincia, con sorprendente abilità, a tappare i buchi nel muro.
Osservi con un velo di frustrazione come la tua cucina si è trasformata in un campo di battaglia: polvere ovunque, strumenti sparsi dove capita, scarti di materiale abbandonati anche negli angoli più impensabili.

Decidi di non pensarci. Il tuo sguardo stanco e anche un po' rassegnato si sofferma sul tavolo di cucina dove, posizionata esattamente al centro, spicca la scatola di legno che avete trovato stamani nascosta dentro il muro. La prendi tra le mani e la apri. La bambola contenuta al suo interno doveva avere un centinaio di anni. Mentre la sollevi con delicatezza, ti senti sopraffatta da una strana sensazione, come se quella bambola fosse viva in qualche modo.
La appoggi sul tavolo mentre esamini con attenzione il vestito di pizzo. Concludi che quella bambola è davvero strana.

Stai per riporla, quando hai come l'impressione che il fondo della scatola nasconda qualcosa. Esaminando con maggiore attenzione, ti convinci sempre di più della fondatezza dei tuoi sospetti: c'è proprio qualcosa dietro il fondo di quella scatola.
Con la punta di un coltello fai leva sul legno e lo sollevi. Appare una vecchia fotografia d'epoca in bianco e nero che ritrae tre bambine una accanto all'altra e dietro di loro un uomo e una donna, probabilmente i genitori.
La prendi in mano e la osservi a lungo. A giudicare dagli abiti, si tratta di una fotografia risalente al fine Ottocento o ai primi del '900. Nessuno sorride e le espressioni dei componenti della famiglia sono serie e impassibili.
Sul retro c'è una lunga frase scritta a penna, ma purtroppo illeggibile perchè il tempo aveva sbiadito l'inchiostro fino a renderlo in alcuni punti invisibile. Quasi certamente quella didascalia scritta a mano serviva a contestualizzare l'immagine, per ricordare chi erano le persone, il luogo e l'occasione dello scatto.
Con un senso di malinconia, riponi nella scatola quella fotografia che ritrae cinque vite concluse.

Il muratore nel frattempo ha riempito di cemento tutti i buchi della parete ed ha livellato la superficie, e adesso si appresta a raccogliere i suoi attrezzi.

Luca: «Signora, domanu tornu per finire lu lavoru»

Tu: «Quindi domani metti le piastrelle?»

Luca: «Sì signora. Domanu lo moru sarà asciuttu e perciò mettu a colla e appicco le piastrelle. Stia tranquilla, verrà nu lavoru perfettu. Parola di Luca»

  «Me lo auguro»  

  «Speriamo...»