
DesolAlfio Online

Morte e immortalità digitale
Digital Death
Le persone vivono sempre più online e tramite i social network e le piattaforme virtuali si costruiscono una vita e una identità digitale. Condividono deliberatamente foto,
video, informazioni personali, attività e del proprio vissuto e immagazzinano documenti.
Ma cosa succede nel mondo virtuale quando una persona muore?
Dopo la scomparsa della persona, i suoi account sui social network, le sue e-mail, le foto, i video e tutti gli altri beni digitali possono continuare a esistere.
Il complesso di informazioni e documenti appartenenti a quella persona ormai defunta, essendo immagazzinati nel Web e affidati a internet, diventano quindi imperituri e destinati a
durare nel tempo, dissociando la vita biologica dell'individuo dalla sua presenza virtuale.
L'identità elettronica della persona defunta non scompare con la morte, ma rimane online. Tutti gli account del deceduto rimangono in vita nel web in una sorta di immortalità digitale.
Il filosofo e tanatologo Davide Sisto, nel suo libro dedicato alla Digital Death, «La morte si fa social» (sottotitolo: «immortalità,
memoria e lutto nell’epoca della cultura digitale»), riporta le parole di Eran Alfonta, ideatore di If I Die (http://ifidie.net/), un’applicazione che offre
la possibilità di preparare videomessaggi di commiato, i quali verranno condivisi sulle nostre bacheche di Facebook una volta deceduti.
Alfonta sostiene che oggi siamo all’interno dei social network prima di nascere, nelle immagini delle ecografie prenatali condivise dai nostri genitori. In sostanza nasciamo e cresciamo
su Facebook, ci sposiamo e divorziamo su Facebook, testimoniando quotidianamente il tutto con messaggi, fotografie e video. Non c’è pertanto niente di strano nel morire anche
sul social network.
Secondo Sisto, il più grande cimitero digitale del mondo é Facebook. Accessibile da qualsiasi luogo dotato di connessione internet, Facebook, con i suoi due
miliardi di utenti attivi al mese, conta attualmente oltre cinquanta milioni di utenti deceduti, il cui unico elemento in comune consiste nel rispetto delle regole comportamentali accettate
con l'iscrizione al social network. Se le previsioni sono corrette e se Facebook sarà ancora attivo, il social network più popolare al mondo diventerà, tra
qualche decennio, una distesa di profili fantasma, quindi di pensieri, fotografie, video e ricordi di persone che non ci sono più, a totale portata di mano di chi è rimasto ancora in vita
e che si ritrova circondato da tutti questi spettri.
Secondo la BBC già nel 2065 su Facebook ci saranno più morti che vivi.
Per comprendere il fenomeno web della Digital Death, occorre riflettere su come dati personali, profili e account su varie piattaforme, cronologie di ricerca, foto e video
nel cloud e molto altro sopravvivono alla morte di chiunque abbia avuto accesso ad internet.
Uno studioso della Digital Death dovrebbe cercare di comprendere cosa capita, una volta che siamo morti, a tutti i dati che abbiamo diffuso in Rete e quanto questi dati incidano sul rapporto
tra lo spazio pubblico e il fine vita.
Si dovrebbe interrogare infine su come il web modifichi il nostro tradizionale modo di credere nell’immortalità e di accumulare memorie.
Cos’è la morte digitale?
La morte digitale o morte virtuale è la cancellazione, volontaria o accidentale, della presenza dell’essere umano in un servizio informatico o su un social network,
ossia la perdita di dati personali e profilo utente sulle piattaforme online.
Il dibattito sulla morte digitale si sostanzia principalmente sulla possibilità di far accompagnare la morte fisica con la morte digitale. Diversi social network prevedono la possibilità di
creare un profilo commemorativo o di nominare un contatto erede (ad esempio Facebook) oppure di chiedere la
cancellazione dei dati a seguito della comunicazione del decesso.
Negli ultimi anni stanno nascendo alcuni servizi che aiutano le persone a ottenere i dati online dei propri cari deceduti.
Zephorum, per esempio, è una piattaforma italiana online che offre per la prima volta la possibilità di indicare e osservare la volontà di un utente, sia in vita che post mortem.
Si tratta di un ecosistema online che si prende cura del patrimonio affettivo digitale delle persone, recuperando i dati degli utenti deceduti e consentendo agli eredi
di gestirli utilizzando un webetery, un cimitero web, dove è possibile visitare e celebrare i profili commemorativi dei propri cari.
L'obiettivo di Zephorum è quello di democratizzare il processo di successione digitale e la commemorazione online, il tutto in un'unica piattaforma. Offre infatti due prodotti principali,
chiamati rispettivamente «Urn» e «Mausoleum», che racchiudono l'intera esistenza digitale di un defunto, la prima in forma privata e la seconda
pubblicamente.
Come dopo la morte, nel mondo reale, gli eredi dispongono del corpo fisico del defunto scegliendo come conservarlo per l'eternità, allo stesso modo Zephorum restituisce unità
all'esistenza online della persona deceduta.
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