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Dentro la cripta


Cinzia: «Cosa vedi?»

Francesco: «Calma, sto ancora scendendo... al momento vedo soltanto che ci sono delle infiltrazioni di acqua sui muri e che il locale è stato costruito con pietre e mattoni...»

Cinzia: «Va bene, va bene...»

La tua amica è chiaramente in trepidazione, ma il suo stato di agitazione innesca dentro di te ulteriore ansia, per cui senti che si sta creando un ciclo in cui entrambe vi sentite peggio. L'unico dei tre che appare placido come un lago tranquillo sembra essere Francesco.

Tu: «Temo di avere le palpitazioni...»

Francesco: «Ci sono dei loculi incassati nella parete alla mia sinistra, profondi poco meno di un metro. Hanno una lunghezza di un paio di metri e una altezza approssimativa di una ottantina di centimetri»

Cinzia: «Servivano per contenere le bare o le spoglie... c'è niente?»

Francesco: «No, sono vuoti. C'é solo un portacandele nell'ultimo loculo»

Cinzia: «Quanto ti manca ad arrivare in fondo alla cripta?»

Francesco: «Sono arrivato adesso in fondo alla cripta, praticamente i miei piedi appoggiano su una fanghiglia viscida e scivolosa. Ma non c'é niente...»

Cinzia: «Possibile? guarda bene»

Francesco: «Se non ci credi vieni a vedere tu. Ci sono tre loculi sovrapposti e un portacandele. Niente altro»

Cinzia: «Controlla bene le pareti e il pavimento»

Francesco: «Lo sto facendo... ci sono delle piccole nicchie sulla parete opposta, forse servivano per metterci qualche candela»

Segue una lunga serie di tonfi.

Cinzia: «Allora?»

Francesco: «Le pareti sono a posto... il terreno è una melma, ma anche affondandoci dentro le mani, non trovo niente»

Cinzia: «Ma porca miseria... guarda bene la parete in fondo ai loculi, controlla se si tratta di una muratura fatta con cemento più recente»

Segue un lungo silenzio interrotto dal rumore del martello.

Francesco: «I tre loculi sono a posto, la muratura è coeva. Qua sotto non c'è niente»

Cinzia: «Maledizione... »

Francesco: «Risalgo»

È evidente la delusione e la frustrazione nel volto della tua amica. Vorresti abbracciarla, confortarla in qualche modo, quando ti viene in mente un particolare.

  «Ragazzi aspettate un attimo»  

  «Un momento, fermatevi un attimo»