Tu:
«Io sto benissimo!»
Silvio:
«Riprenderemo questa conversazione quando ti sarai calmata. Adesso vado in ufficio»
Tu:
«No, affrontiamo la questione. Adesso!»
Silvio:
«Ti ho detto che devo andare in ufficio»
Tu:
«Va bene, vai in ufficio, ma non sperare che io cambi idea!»
Segui con sguardo inferocito segui il tuo fidanzato che afferra nervosamente le chiavi ed esce di casa piccato senza nemmeno salutarti e sbattendo pure la porta.
Trovi assolutamente ingiusto il fatto che non solo vuole impedirti di trascorrere le ferie nel modo che più ti piace, ma che addirittura pretende di essere lui a decidere per te il come
e il quando.
Decidi di farti scivolare addosso l'atteggiamento indisponente di Silvio e di non permettere che il suo comportamento egoista e possessivo possa rovinarti l'intera giornata.
Prima o dopo capirà che tu non hai alcuna intenzione di sottometterti a nessuno.
Prendi il sacchetto del pattume e scendi a buttarlo. Inizialmente era solo un sospetto, ma ormai da tempo hai la certezza che il tuo fidanzato sia fermamente convinto che il pattume sparisca di
casa da solo, senza che lui muova un dito.
Proprio davanti ai cassonetti trovi il tuo vicino, con uno scatolone in mano e un'aria molto perplessa.
Tu:
«Buongiorno Francesco, qualche problema?»
Francesco:
«Buongiorno Sara... devo buttare questa lampada da scrivania, ma sono indeciso se gettarla nell'indifferenziato, nel metallo e plastica, oppure lasciarla fuori dai
cassonetti, così se a qualcuno fa comodo la può prendere»
Tu:
«...Una lampada da scrivania?»
Francesco:
«Sì, è perfettamente funzionante e praticamente nuova, ma mia moglie dice che stona con l'arredamento e che in casa non ce la vuole»
Dai una rapida occhiata all'interno della scatola: vedi pezzi di una lampada da tavolo in metallo lucido, che ha tutta l'aria di essere molto carina.
Tu:
«Vedo che è smontata... i pezzi ci sono tutti?»
Francesco:
«Certo, ci sono anche le viti e i bulloni. Ho smontato la lampada per questioni di ingombro, ma le assicuro che è tutto qua dentro»
«Senta Francesco, la prendo io»
«Posso prenderla io? a me fa comodo»