Esci nel parcheggio e ti guardi intorno mentre vaghi tra le file di macchine in sosta sperando di riuscire a trovarli.
Ti giri per un attimo verso il centro commerciale quando appare alle tue spalle una ragazza bionda con addosso una maglietta nera e una minigonna bianca. Ma il ragazzo a cui è abbracciata
non è Silvio.
Improvvisamente un dubbio ti assale: e se Tiziana si fosse sbagliata?
Poteva essere la spiegazione di tutto. In fondo la tua amica ha visto il tuo fidanzato solo poche volte, e nella confusione del centro commerciale potrebbe aver semplicemente
scambiato uno sconosciuto per Silvio. Quante volte capita di confondere qualcuno per qualcun altro solo perchè si è distratti, stanchi, oppure per una vaga somiglianza?
Più ci pensi e più ti convinci che le cose siano andate così. E questo spiegherebbe il fatto che, pur avendo perlustrato l'intera struttura non sei riuscita in alcun modo
a trovare Silvio.
Guardi l'ora sul display del cellulare e decidi di chiamare l'ufficio di Silvio con una scusa. La pausa pranzo è ormai terminata da una decina di minuti e dovrebbe rispondere
quella specie di bambolona bionda della sua segretaria.
Scorri la rubrica e premi il tasto il tasto di chiamata. Dopo pochi squilli, senti il leggero
click della risposta.
Segretaria:
«Sagrilandia, buongiorno»
È la voce della bambolona, quindi, ammesso che sia davvero Silvio il ragazzo visto da Tiziana, la fantomatica amichetta bionda non è la segretaria.
Tu:
«Oddio ma che sbadata che sono. Sono Sara, scusami. Volevo chiamare Silvio al cellulare ma distrattamente ho premuto sul numero dell'ufficio. Va beh, me lo puoi passare
per favore?»
Segretaria:
«Silvio è andato via un paio di ore fa e ha detto che non sapeva quando sarebbe ritornato»
«Sai dirmi dove è andato?»
«Un paio di ore fa? E non ti ha detto dove andava?»